Il film “Romanzo di una strage” era necessario per il cinema italiano. Un film che ritrae la strage di Piazza Fontana, un periodo buio della nostra storia, che ha dato vita alla sfiducia che nutrono gli italiani nelle istituzioni e a uno sgurado speranzoso di molte generazioni verso il futuro. Fino ad allora gli italiani si sentivano protetti dalla democrazia, ma da quegli anni tutto si inclinò. Ancora oggi il nostro Paese ne paga le conseguenze e non è ancora riuscito a chiudere quel capitolo di storia, in cui le cospirazioni dominavano lo scenario politico di quegli anni.
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Con un cast fantastico il regista Marco Tullio Giordana, regista impegnato da tempo nel discorso politico e storico italiano, racconta la strage di Piazza Fontana, che avvenne il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano a seguito di un grave attentato terroristico in cui persero la vita 17 persone e ne vennero ferite oltre 80. Il film ricostruisce le tappe dall’attentato alle indagini sulla strage, dall’inizio delle indagini orientate unicamente verso la pista anarchica alla morte di Pinelli (interpretato da Pierfrancesco Favino), precipitato dalla finestra dell’ufficio del commissario Calabresi (Valerio Mastrandrea) dopo tre giorni di interrogatorio e digiuno, dai giochi di potere di quegli anni da parte dei politici, dei servizi segreti e delle forze dell’ordine alla morte del commissario Calabresi.
Nel corso dei 33 anni vi furono vari processi, che si conclusero con sentenze che si smentirono a vicenda. Alla fine risulteranno tutti assolti. Per la giustizia italiana la strage non ha colpevoli. A pagarne le conseguenze però sono stati in molti, tra cui principalmente le vittime della strage e l’anarchico non violento Pinelli.
Il film è stato prodotto da Cattleya e Rai Cinema e uscirà nelle sale il 30 marzo 2012.
